Tempo, dati, disegni: Rachael Clewlow e “Dear Data”.

La mostra Dall’oggi al domani. 24 ore nell’arte contemporanea, curata da Antonella Sbrilli e Maria Grazia Tolomeo al Macro di Roma, dal 30 aprile al 2 ottobre 2016, seppur terminata ormai da sei mesi, ispira ancora la ricerca di artisti che si dedicano alla trattazione e alla descrizione del tempo, delle date, della stagioni. Una di questi è Rachael Clewlow, artista di New Castle che lavora sulle tracce, sui segni, sui dati lasciati dalla sua penna su pagine di quaderni, durante le sue peregrinazioni. Scrive minuziosamente tutto quello che le capita durante la giornata. Date, ore e minuti accompagnano la descrizione dei luoghi che raggiunge, dei sentieri o delle strade che percorre nella natura selvaggia o nella caotica città. Viaggi raccontati con meticolosa precisione ai bordi di pagine di quadernini rilegati in pelle scura che rivelano, al loro interno, colonne fitte fitte di dati scritti con inchiostro nero. Luoghi della memoria e nuovi posti scoperti camminando senza meta entrano a far parte, insieme al momento preciso del loro incontro con l’artista, di questi ricchi e, allo stesso tempo, minuti contenitori di informazioni.
notebook03112smlIl carattere poetico dell’azione artistica di Clewlow non consiste soltanto nel registrare le ore, i minuti, i luoghi battuti, ma nel trasformare tutta questa serie di dati in meravigliose mappe e disegni astratti.  1275mileswalkedLi inserisce infatti su fogli di carta trasparente sovrapposti a cartine di New Castle, segnando i luoghi percorsi -anche i più banali- con accanto l’orario preciso in cui è passata di lì o vi ha sostato. Non si tratta di canoniche mappe o cartine, ma di un sistema di “stenocatecorizzazione” ben preciso che permette di associare diversi gruppi di strade, piazze, sentieri della città ad una combinazione di colori studiati dall’artista stessa. Dati accumulati in circa 3 anni sono stati trasformati in pattern e griglie di sottili fili di colore stesi uniformemente, grazie alla tecnica della stampa serigrafica. Accanto a queste delicate e variopinte colonnine di colore, appaiono -scritte a mano- le date e le ore in cui quei luoghi, ormai trasformati in colori, sono stati raggiunti. Dal 2016, l’artista predilige un taglio più artigianale, così, invece di usare la stampa, utilizza finissimi pennelli che permettono di dipingere, sulla carta trasparente sovrapposta alle cartine, meravigliosi cerchi concentrici in acrilico. Ogni cerchio, dal più grande al più piccolo è come una finestra o una sorta di lente d’ingrandimento posta sul luogo visitato, sempre utilizzando il codice di colori da lei inventato. Per l’artista, annotare dati e trasformarli in pattern stampati o in dipinti di armonie di forme e colori coordinati è un modo per “reinterpretare il paesaggio” di New Castle che attraversa ogni giorno. Inoltre dà la possibilità, a chi guarda i suoi lavori, di ricollegare ogni posto della città ad un colore specifico a seconda del momento della giornata, trovando un luogo di incontro con gli altri spettatori, non nel paesaggio fisico, ma in quello di dati del diario o di colori di queste particolari mappe.

Il lavoro di Rachael Clelow ricorda in qualche modo i Dear Data di Giorgia Lupi e Stefanie Posavec, due designer che operano rispettivamente a New York e a Londra, anche se la prima è originaria di Modena e la seconda di Denver. Lupi e Posavec si sono inviate, reciprocamente, cartoline durante l’intero arco di un anno, settimana per settimana, dal settembre 2014 al settembre 2015. Le 52 cartoline, inviate sempre di lunedì, sono la rappresentazione grafica di dati, attraverso la pratica dell’information design. Annotazioni, informazioni, date, esperienze, luoghi della vita quotidiana registrati su una faccia della cartolina sono trasformati in disegni sull’altra faccia: una visualizzazione di dati colorata e creativa.download (1) Sul lato scritto, si trovano l’indirizzo del mittente ed il francobollo, come in una normale cartolina, il numero della settimana e le legende, necessarie per capire in che modo e con quale codice di trascrizione, i diversi dati sono stati trasformati in disegni e simboli, rigorosamente fatti a mano. Ogni settimana è stata dedicata download (2)ad un tema diverso, a week of laughters, a week of indecision, a week of complaints, a week of wardrobe, a week of smiling to strangers, a week of clocks, la prima settimana (settembre) in cui Stefanie e Giorgia hanno segnato sui loro quadernini tutte le volte in cui hanno guardato l’ora nel corso della settimana e su quale dispositivo, trasformando poi queste informazioni in un particolare alfabeto di forme e colori, elaborato in modo diverso dalle due artiste. Tra fiori, cerchi, linee zig-zag, pois, minute forme geometriche, le cartoline di dati e disegni viaggiavano una volta a settimana attraverso l’oceano Atlantico, in uno scambio continuo di informazioni.
Nel settembre 2016, le cartoline sono diventate un libro, pubblicato in America con Princeton Architectural Press e in Inghilterra con Penguin Books. Trecento pagine in cui sono state inserite tutte le cartoline, dando visibilità a questa bella e particolare forma di Mail Art, che ha permesso alle due information designer di conoscersi meglio attraverso i dati raccolti giorno per giorno, arrivando a definirli, proprio per la loro ricchezza e capacità comunicativa, Dear Data.

Giorgia Lupi e Stefanie Posavec: Dear Data 

Rachel Clewlow

Connessioni tra Arte e Tempo: sezione Dicono del tempo in www.diconodioggi.it, blog di Antonella Sbrilli

 

 

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